Maria, Madre di Dio
Ave, o Madre all’Agnello Pastore,
Ave, o recinto di gregge fedele.
Ave, difendi da fiere maligne,
Ave, Tu apri le porte del cielo.
Ave, per Te con la terra esultano i cieli,
Ave, per Te con i cieli tripudia la terra.
Ave, Tu sei degli Apostoli la voce perenne,
Ave, dei Martiri sei l’indomito ardire.
Ave, sostegno possente di fede,
Ave, vessillo splendente di grazia.
Ave, per Te fu spogliato l’inferno,
Ave, per Te ci vestimmo di gloria.
Ave, Vergine e Sposa! (Inno Akathistos, 7)
Nella Chiesa si inizia l’anno nuovo ponendo al centro una Madre: Maria, Madre di Dio. Non è un caso, perché una madre custodisce, protegge, accompagna. Questa festa fu istituita dal Sommo Pontefice Pio XI nel 1931, in occasione del XV Centenario del Concilio di Efeso, con l’Enciclica Lux Veritatis. Fu il primo dogma mariano della storia, intrinsecamente legato al mistero dell’Incarnazione e alla divinità del Figlio Gesù.
Il ruolo di Maria verso la Chiesa è inseparabile dalla sua unione a Cristo e da essa direttamente deriva. «Questa unione della Madre col Figlio nell’opera della redenzione si manifesta dal momento della concezione verginale di Cristo fino alla morte di lui». (Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 57: AAS 57 (1965) 61). Essa viene particolarmente manifestata nell’ora della sua passione:
«La beata Vergine ha avanzato nel cammino della fede e ha conservato fedelmente la sua unione col Figlio sino alla croce, dove, non senza un disegno divino, se ne stette ritta, soffrì profondamente col suo Figlio unigenito e si associò con animo materno al sacrificio di lui, amorosamente consenziente all’immolazione della vittima da lei generata; e finalmente, dallo stesso Cristo Gesù morente in croce fu data come madre al discepolo con queste parole: “Donna, ecco il tuo figlio” (cf 1 Gv 19,26-27)». (CCC 964)
Dopo l’ascensione del suo Figlio, Maria « con le sue preghiere aiutò le primizie della Chiesa».(Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 57: AAS 57 (1965) 61). Riunita con gli Apostoli e alcune donne, «anche Maria implorava con le sue preghiere il dono dello Spirito, che l’aveva già presa sotto la sua ombra nell’annunciazione» (Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 59: AAS 57 (1965) 62), (CCC 965).
La Chiesa, con sapienza materna, ci raduna attorno a Maria Santissima, proclamandola Madre di Dio. Sotto il suo sguardo affidiamo il tempo davanti a noi, certi che nulla è più sicuro che iniziare l’anno affidandolo a una Madre.
Chiamare Maria “Madre di Dio” non è solo un titolo devozionale ma è una grande verità di fede. Significa riconoscere che il bambino nato a Betlemme è davvero Dio fatto uomo. Maria non è madre solo dell’umanità di Gesù, ma della sua persona, che è il Figlio eterno del Padre. In lei, Dio entra nella storia in modo concreto, reale, vicino. In Maria, l’eterno si fa tempo, l’infinito si fa piccolo, l’Onnipotente si affida alle cure di una madre.
Nel Vangelo vediamo Maria nel silenzio: “custodiva tutte queste cose meditandole nel suo cuore”. Maria non parla molto, ma ascolta; non si mette al centro, ma indica il Figlio. È una donna che vive la fede nella quotidianità, tra gioie e fatiche, senza capire tutto ma fidandosi di Dio. È un messaggio forte per noi perché, anche quando non comprendiamo pienamente ciò che viviamo, possiamo affidarci. Non domina gli eventi, non pretende di comprenderli pienamente, ma li accoglie nella fede. Il suo cuore diventa dimora della Parola, spazio santo in cui Dio può operare, in lei contempliamo il modello perfetto del discepolo: ascoltare, accogliere, custodire.
Questa solennità è anche legata alla Giornata Mondiale della Pace. Maria è madre di Colui che è la nostra pace, non una pace fatta di parole, ma una pace che nasce da cuori riconciliati, da relazioni guarite, da scelte di amore. Maria ci insegna che la pace comincia dal cuore, dall’ascolto, dal custodire la Parola di Dio.
All’inizio di questo nuovo anno, ognuno di noi porta in sé speranze, paure, desideri, forse anche ferite. Riponiamo tutto nelle mani di Maria che, come madre, non ci promette una vita senza problemi, ma ci assicura che non siamo soli, ci accompagna verso suo Figlio, Gesù, che dà senso al tempo e alla nostra vita. Ella, Madre premurosa, ci insegna a consegnare la nostra vita a Dio, certi che anche ciò che non comprendiamo può diventare luogo di salvezza.
- Maria Madre di Dio
Proclamare Maria “Madre di Dio” significa affermare che Gesù è vero Dio e vero uomo. In Maria, Dio entra davvero nella nostra storia, con un volto umano e un cuore vicino a noi. - Madre e modello di fede
Maria accoglie il progetto di Dio con fiducia totale. Anche senza capire tutto, si affida. È un esempio di fede concreta, vissuta nel silenzio e nella quotidianità. - Maria, madre di pace
Questa solennità apre l’anno nuovo invitandoci alla pace. Maria ci insegna a custodire la Parola nel cuore e a costruire la pace partendo da gesti semplici, familiari, umili. - Dio che si fa vicino
In Maria vediamo un Dio che non resta lontano, ma sceglie di avere una madre. Questo ci ricorda che Dio non disprezza la fragilità umana, ma la abita e la salva. - Speranza per l’anno nuovo
Affidare l’anno a Maria significa metterlo nelle mani di una madre: con fiducia, speranza e disponibilità a dire anche noi il nostro “sì” a Dio.
Chiediamo a Maria Santissima, Madre di Dio e Madre nostra, di insegnarci a fidarci di Dio, a custodire la sua Parola e a costruire, giorno dopo giorno, un tempo nuovo segnato dalla fede, dalla speranza e dalla pace.
Chiediamo alla Vergine Santissima, Madre di Dio e Madre nostra, di accompagnare i nostri passi nel tempo che ci è donato, di custodire le nostre famiglie, la Chiesa e il mondo intero, e di guidarci sempre a Cristo, Signore del tempo e della storia.
Riflessioni dei Santi
Sant’Agostino d’Ippona
“Quella donna è insieme madre e vergine, non soltanto in spirito ma anche nel corpo… in spirito lei è madre dei membri di Cristo… in corpo lei è la Madre di quella testa stessa.”
(Sant’Agostino, La Santa Verginità 6:6).“Tranne la santa Vergine Maria, sulla quale, per il rispetto del Signore, non voglio avere alcuna questione quando parlo dei peccati… chi sa quanta abbondanza di grazia fu conferita a colei che meritò di concepire e portare colui in cui non c’era alcun peccato?” (Sant’Agostino, Natura e Grazia 36:42).
San Giustino Martire
… [Gesù] divenne uomo per mezzo della Vergine… Eva, vergine e senza macchia, concepì la parola del serpente e generò disobbedienza e morte… Ma la Vergine Maria ricevette fede e gioia… per questo motivo il Santo, nato da lei, è il Figlio di Dio.” (San Giustino Martire, Dialogo con Trifone 100).
«Eva, ancora vergine e incorrotta, avendo concepito la parola del serpente, generò la disobbedienza e la morte; Maria invece, vergine e incorrotta, avendo accolto con fede l’annuncio dell’angelo, generò la salvezza.» (San Giustino Martire, Dialogo con Trifone 100).
Sant’Ireneo di Lione
Come Eva, disobbedendo, divenne causa di morte per sé e per tutto il genere umano, così anche Maria, obbedendo, divenne causa di salvezza per sé e per tutto il genere umano.»
(Sant’Ireneo di Lione, Contro le eresie, III, 22, 4).«Il nodo della disobbedienza di Eva fu sciolto dall’obbedienza di Maria: ciò che la vergine Eva legò con l’incredulità, la Vergine Maria sciolse con la fede.»
(Sant’Ireneo di Lione, Contro le eresie, III, 22, 4).
Ambrogio di Milano
«Eva fu sedotta dal serpente; Maria fu ammaestrata dall’angelo. L’una generò il peccato, l’altra la grazia.» (Ambrogio di Milano Esposizione del Vangelo secondo Luca, II, 7).
«La prima cosa che accende l’ardore nell’apprendere è la grandezza dell’insegnante. Cosa c’è di più grande della Madre di Dio? Cosa di più glorioso di colei che la stessa Gloria ha scelto?» (Ambrogio di Milano, Le Vergini 2:2[7]).
Atanasio di Alessandria
«Il Verbo, generato dal Padre dall’alto, ineffabilmente, inspiegabilmente, incomprensibilmente ed eternamente, è colui che nel tempo qui sotto nasce dalla Vergine Maria, Madre di Dio.»
(Atanasio di Alessandria, Sulla Incarnazione del Verbo 8).
Cirillo di Alessandria
«Sono stupito che alcuni dubitino se la santa Vergine debba essere chiamata Madre di Dio. Perché se il nostro Signore Gesù Cristo è Dio, come mai la santa Vergine che lo ha partorito non dovrebbe essere Madre di Dio?»
(Cirillo di Alessandria, Lettera ai Monaci d’Egitto 1).
Efrem il Siro
«Pur essendo ancora vergine portò nel suo grembo un bambino, e la serva e opera della sua sapienza divenne Madre di Dio.»
(Efrem il Siro, Canti di Lode 1:20)
Bernardo di Chiaravalle
Osserva, o uomo, il disegno di Dio, il disegno della Sapienza, il disegno della pietà. Prima di irrorare l’aia, la celeste rugiada scese tutta sul vello: stando per redimere il genere umano, ne depose tutto il prezzo in Maria! Per quale ragione fece questo? Forse perché Eva venisse scusata per mezzo della Figlia, e il lamento dell’uomo contro la donna, d’ora in poi non avesse più ragione di essere. Non dirai più, o Adamo: La donna che mi hai dato mi ha presentato il frutto proibito; dirai piuttosto: «La donna che mi hai dato mi ha dato da mangiare il frutto benedetto». Piissimo disegno; ma non è tutto, forse c’è n’è ancora un altro nascosto. Del resto questo è poca cosa, se non erro, per i vostri desideri. È un latte dolce; se premiamo più forte, ne verrà fuori un bel burro grasso. Guardando più a fondo voi scorgerete con quanto affetto e devozione abbia voluto che noi onorassimo Maria colui che ha posto in lei la pienezza di ogni bene, sicché se in noi c’è qualche speranza, qualche grazia, qualche speranza di salvezza, sappiamo che tutto ciò ci viene da lei che sale ricolma di delizie. Vero giardino di delizie, sul quale non solo soffia, ma che investe sopravvenendo dall’alto quel divino austro, perché si diffondano in abbondanza i suoi aromi, vale a dire i carismi delle grazie. Togli questo sole che illumina il mondo, dove sarà giorno? togli Maria, questa stella del mare, un mare grande e spazioso: che cosa ne resta se non un mondo tutto avvolto nella caligine e nell’ombra di morte e in tenebre densissime?
Veneriamo dunque questa Maria con tutto l’ardore dei nostri cuori, con i più teneri sentimenti di affetto e di devoto ossequio, perché tale è la volontà di Colui che ha voluto che noi ricevessimo tutto per mezzo di Maria. Questa è la volontà sua, ma per il nostro bene. Per tutto infatti provvedendo a tutti i miseri, egli conforta il nostro cuore trepidante, esercita la fede, rafforza la speranza, scaccia la diffidenza, rialza chi è pusillanime. Avevate timore di accostarvi al Padre. Atterrito al solo udirne la voce, correvi a nasconderti tra il fogliame: allora ti ha dato Gesù come mediatore. Che cosa non otterrà dal Padre un tale Figlio? Sarà infatti esaudito per la sua pietà: il Padre infatti ama il Figlio. Hai ancora paura di andare anche da lui? È tuo fratello e carne tua, provato in tutto, eccetto il peccato, perché fosse misericordioso (Eb 4, 15). Questo ti ha dato Maria come fratello. Ma forse anche in lui temi la divina maestà, perché pur essendosi fatto uomo, rimase tuttavia Dio. Vuoi avere un avvocato anche presso di lui? Ricorri a Maria. In Maria c’ è la pura umanità, non solo pura perché incontaminata, ma pura per singolarità di natura. Né dubiterei che anch’essa sarà esaudita per la sua pietà. Il Figlio esaudirà certamente la Madre, come il Padre esaudirà il Figlio. Figliuoli miei, questa è la scala dei peccatori, questa è la mia massima fiducia, questa è tutta la ragione della mia speranza. E che? Può forse il Figlio non accogliere la supplica (della Madre) o non venire esaudito (dal Padre)? Può egli non ascoltare e non essere ascoltato? Né l’uno, né l’altro. Tu hai trovato, disse l’Angelo, grazia presso Dio (Lc 1, 30). Felice espressione. Maria troverà sempre grazia, e la grazia è la sola cosa di cui abbiamo bisogno. La Vergine prudente cercava non la sapienza, come Salomone, non le ricchezze, non gli onori, non la potenza, ma la grazia. È infatti solo la grazia che ci salva.
Perché desideriamo altre cose, o fratelli? Cerchiamo la grazia, e chiediamola per mezzo di Maria, perché essa trova quello che cerca e nulla le è rifiutato di quello che essa chiede. Cerchiamo la grazia, ma la grazia presso Dio; fallace è infatti la grazia presso gli uomini. Cerchino altri il merito, noi sforziamoci di trovare grazia. Non è forse per grazia di Dio che siamo qui? Davvero è grazie alla Misericordia del Signore se non siamo consunti noi (Lam 3, 22). Chi noi? Noi spergiuri, noi omicidi, noi adulteri, noi ladri, veramente rifiuto di questo mondo. Interrogate le vostre coscienze, fratelli e constatate che ove abbondò il delitto, sovrabbondò la grazia. Maria non pretende il merito, ma cerca la grazia. (Bernardo di Chiaravalle, Sermone per la Natività di Maria Santissima, L’acquedotto).
